Tanti racconti e leggende narrano la storia delle città e dei loro patroni, ma neanche una sa dirci il perché. Perché vi è l’esistenza del patrono di ogni città? Qual è l’origine di questo?
Io non saprei rispondere, ma credo che ciò sia nato per il semplice motivo di proteggere, almeno spiritualmente, le città e i loro abitanti e per celebrarli in nome della pace.
Ed è per questo che anche la nostra bellissima Pescara vive e cresce sotto la tutela del suo patrono, San Cetteo.
La storia del santo è ben nota a tutti, e, quindi, spero che i cittadini di Pescara lo ricordino come uomo leale e generoso e lo amino non solo per ciò che è ora, ma anche per ciò che è stato.
La sua è stata una morte atroce, ma noi, vivendo nel mondo di oggi, non riusciremo mai a comprendere un simile dolore e il valore di un gesto così puro e così grande. Nell’umanità, fin dai tempi del nostro patrono, l’intolleranza ai principi diversi dai propri, ha generato spesso violenza e forme di terrorismo. Oggi si sta cercando di migliorare la capacità di accettare la convivenza con altri popoli, pur se diversi. Nonostante ciò, ancora non si riesce ad accettare la diversità fra le colture e non la si vede come un modo per conoscere altri stili di vita. Spesso, l’uomo per la sua paura, ricorre alla violenza, utilizzandola come azione di difesa contro la diversità, ma in questo modo colpisce anche gli innocenti.
La vera sofferenza è causata da quei “pochi”che usano il terrorismo, come mezzo per imporre il loro punto di vista.
Quando eventi tragici avvengono in parti del mondo lontane da noi, quasi sempre non ci sentiamo coinvolti; questo è sbagliato, perché se a pagare sono degli innocenti, non si può rimanere indifferenti. E’difficile nel mondo che ci si senta tutti uniti nel condannare l’ingiustizia, possiamo dire che l’unica forma che può avvicinare i popoli e diminuire le differenze, è il dialogo e non la violenza.
La scuola deve contribuire a sviluppare la capacità di comunicare e, per i ragazzi, dovrebbe diventare il luogo d’incontro, in cui si impara a convivere anche con compagni appartenenti a diverse culture.
Infatti è compito della scuola darci dei giusti valori, perché noi ragazzi siamo il futuro dell’umanità e la sperata pace nel mondo dipenderà soltanto da noi. Intanto credo sia importante sapere che, per cercare di migliorare l’indole malvagia delle persone, bisognerebbe soprattutto eliminare i pregiudizi. Dobbiamo dimostrare che unità e amore esistono, basta crederci ed intervenire, ma noi ragazzi non ci preoccupiamo di quello che accade nel mondo, di tutta la sofferenza che domina questo pianeta; non serve solo sapere, ma è utile agire.
Il razzismo deve essere annientato,così come anche la discriminazione e per riuscirci, dobbiamo essere tutti uguali o almeno pensarlo. Noi abitiamo il mondo, noi siamo il mondo. Esso è unico: è così che dovrebbe essere il suo popolo.
A questo proposito, bisognerebbe sfruttare la festa dedicata al patrono della città, per dedicarsi ai problemi attuali e per conoscere i pensieri di noi ragazzi.
San Cetteo, per i cittadini di Pescara dovrebbe rappresentare non solo il protettore della città, ma anche il riunificatore del ”popolo”; per questo ciò che ci ha lasciato è un messaggio simbolico di unità e pace.